Era il 2005 quando la Lgr Holding acquistava dalla francese Danone la società Italaquae spa, proprietaria dei marchi Ferrarelle, Natia, Santagata, Boario. Recentemente la Ferrarelle spa ha scelto di presentare a Napoli il primo bilancio di sostenibilità tra le aziende del settore delle acque minerali, una scelta dettata “dalla voglia di fare un gesto d'amore nei confronti di una città che ha tutti i numeri per essere leader nel mondo”, ha dichiarato Carlo Pontecorvo, presidente della società. La volontà dell'azienda di restituire e creare valore per il territorio è il filo rosso del bilancio di sostenibilità di Ferrarelle. E il cuore di questo territorio è a Riardo, in provincia di Caserta. Un parco sorgenti di circa 150 ettari, acquifero tra i più importanti in Europa, tanto che “Ferrarelle senza Riardo non esisterebbe”.

Il rilancio di Riardo

Il rapporto tra azienda Ferrarelle e Riardo è strettissimo al punto che il presidente Pontecorvo ha dichiarato: Riardo è la Ferrarelle. In questo borgo del casertano ci sono le fonti anche delle acque Santagata e Natia e l’obiettivo dell’impresa è continuare a proteggere e sostenere un acquifero tra i più importanti in Europa. Oggi il territorio ospita sette linee di imbottigliamento nuove, una azienda agricola nel Parco Sorgenti dove si produce olio extra vergine d’oliva dop e dove sono stati piantumati 15mila olivi, 10mila noccioli e installate 100 arnie per la produzione del miele. In questo modo l’ambiente diventa uno strumento di comunicazione, che comunica etica e sostenibilità ambientale. Dall’altra parte, l’azienda diventa uno strumento di tutela del territorio e allo stesso tempo di promozione, perché lo rende appetibile non solo dal punto di vista produttivo, ma turistico, andando incontro alla tendenza slow. Per dirla con le parole di Pontecorvo: “anche noi, quando parliamo di Ferrarelle, stiamo parlando del territorio, di un territorio a vocazione agricola da proteggere e valorizzare. E quando l’azienda si racconta, racconta il territorio”.

La sostenibilità ambientale come leva di crescita

Ferrarelle ha investito 40 milioni di euro per dare vita a uno stabilimento dove si produrrà RPET, pet ottenuto dal riciclo di bottiglie proveniente dalla raccolta differenziata, dal quale si otterranno nuovi contenitori. Il valore economico generato da Ferrarelle Spa nel 2015 è stato di 165,7 milioni di euro, +14,7% rispetto al 2014. Ferrarelle ha ridotto l’uso della plastica (-21%) e dei consumi energetici (-10%) utilizzando energia pulita, riciclando il 90% dei materiali e diminuendo gas effetto serra (-10%).